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Luciano Lepri nato a Milano l' 11 maggio 1945
CURRICULUM
1962 - 1965: S.S. LAZIO - Calciatore 1967 - 1968: RIANO - Calciatore Passaggio in Promozione 1968 - 1972: RIANO - Calciatore 1972 - 1973: MORENA - Calciatore 1973 - 1974: MORENA - Calciatore Promozione in 1° Categoria 1974 - 1979: MORENA - Calciatore 1979 - 1981: NUOVA RUSTICA - Calciatore 1981 - 1982: TORPRENESTINA LAZIO - Allenatore Esordienti 1982 - 1983: TORPRENESTINA LAZIO - Allenatore Esordienti 1° Classificato Torneo Bastianelli 1983 - 1986: TORPRENESTINA LAZIO - Allenatore Giovanissimi 1986 - 1989: MORENA - Allenatore Juniores Provinciali 1989 - 1991: PRO TEVERE ROMA - Allenatore Allievi 1998 - 1999: APPIO CLAUDIO CALCIO - Dirigente 1999 - 2000: PROCALCIO ITALIA / AREZZO - Dirigente 2000 - 2001: AREZZO - Dirigente 2001 - 2002: A.S. APPIO CLAUDIO CALCIO - Consigliere 2002 - 2003: A.S. APPIO CLAUDIO CALCIO - Vice Presidente 2003 - 2004: A.S. APPIO CLAUDIO CALCIO - Presidente 2004 - 2005: A.S. APPIO CLAUDIO CALCIO - Presidente
2005 - 2006: A.S.
APPIO CLAUDIO CALCIO - Presidente 2008 - 2009: A.S. APPIO CLAUDIO CALCIO - Presidente
L'Intervista
D Qual'è stata la sua carriera sportiva ? R- Ho sempre vissuto accompagnato da questo affascinante hobby: il calcio. Come la maggior parte dei miei coetanei, ho iniziato da bambino, in un campo che si chiamava strada, dove le porte erano le cartelle di scuola, le linee di fondo i margini dei marciapiedi, le divise i grembiuli di scuola, il tempo delle gare qualche ora ed i risultati 27 a 23 o giù di lì. Tempi memorabili in attesa di una opportunità per calcare i campi polverosi di qualche Società di quartiere, per provare il brivido delle gare di campionato e scongiurare la possibilità di entrare nel mondo del ciclismo, il mondo di mio padre (Presidente di una delle più importanti Società d’Italia). Così anche il piccolo Luciano cominciò al campo Inacasa ... non ero un giocatore tecnico, la mie forze erano il coraggio, l’intraprendenza (che i vari tecnici avuti dovevano talvolta frenare); e poi tanta, tanta decisione, la caratteristica fondamentale per chi a quel tempo faceva il "mestiere del difensore". Mi suonano ancora nelle orecchie le raccomandazioni di qualche tecnico: "A Lucià fà come te pare, ma nun devono segnà". Il piccolo Luciano cresce, così come crescono gli impegni, fino ... alla Lazio, nel campionato De Martino, insieme a Vito D’Amato, che gran giocatore! Giunti al bivio per il grande appuntamento con il calcio professionistico, gli addetti ai lavori stabilirono (forse giustamente) che nel bagaglio delle mie abilità mancava ancora qualcosa perché le stesse contribuissero a formare il "talento"; ma con estrema freddezza scelsi il lavoro, grazie al calcio, poiché allora era possibile cedere la propria lista o cartellino e firmare il contratto di assunzione presso una Banca. Continuai la mia carriera nel mondo dei dilettanti da privilegiato, con un doppio stipendio, quello della Banca e quello delle Società di calcio, dove dai venti ai trentacinque anni ho militato, sempre attento in marcatura e pronto … anche a mordere le caviglie di qualche bravo attaccante. Ho appeso gli scarpini al chiodo e continuato a frequentare il mondo del calcio, in veste di allenatore prima e di dirigente poi … fino ad arrivare all’Arezzo e all’Appio Claudio.
D Quali sono state le tappe salienti della sua attività ? R- Queste esperienze sono a mio avviso le più significative, ognuna per motivi diversi, ma egualmente fantastiche. L’Arezzo è il mondo dei professionisti, dove tutto, a partire dalle sedute di allenamento, i calciatori, le trasferte, le gare, hanno … un sapore particolare, talvolta anche amaro vedi il ritorno a casa dopo una sconfitta, i chilometri che non passano mai, le recriminazioni, i se e i ma … ma anche l’inebriante felicità per una bella prestazione … i chilometri che si accorciano ed allora per allungare il tempo ... via, tutti a mangiare in un bel ristorante e a ricordare i momenti salienti della gara. Ho trascorso due anni indimenticabili, contribuendo con il mio impegno (mi occupavo dell’organizzazione delle squadre Berretti prima e Primavera poi) alla buona riuscita del Progetto Arezzo-Procalcio-Appio Claudio. L’ Appio Claudio è anche una mia creatura, perché condivido questa esperienza con i miei amici fraterni … un impegno incredibile, ma pieno di soddisfazioni, tanta attenzione al quotidiano affinché tutto l’apparato, dall’impianto alla disputa delle gare, sia sempre in perfetta sincronia. Roberto e Gianni sempre con più frequenza (la maggior parte delle volte davanti ad un bel piatto al ristorante cubano e quasi sempre di venerdi) mi dicono scherzando che non ho mai lavorato così tanto … forse è vero, ma l’Appio Claudio è l’Appio Claudio e l’Appio Claudio non si discute… si ama.
D- Ci racconta qualcosa di particolare vissuto per lo sport ? R- C’è una esperienza singolare che mi ha particolarmente colpito: quella fatta sulla nave Costa Victoria, sia per il modo in cui sono stato coinvolto, che per la particolarità dell'attività. Partendo da quest'ultima, non avrei mai immaginato di poter fare scuola calcio su una nave … ma da Roberto e Beppe ci si deve aspettare di tutto! Immaginate solo che ho potuto assistere ad un fenomeno straordinario: un gruppo di bambini impegnati a palleggiare e dribblare e nello stesso tempo vedere tra le onde del mare saltar fuori i delfini. Per quanto riguarda il modo in cui sono stato coinvolto, devo dire che Gianni chiamò dall’Africa Roberto e gli disse: "Cosa sta facendo Luciano a Roma? Fagli un regalo ... mandalo su Costa Victoria, tanto Beppe sarà sicuramente contento della cosa ", e arrivò, poi, la telefonata di Roberto" Lucià, ce l’hai il passaporto? Risposta: " No ! " E Roberto "Bene hai tre ore di tempo per farlo, e preparati a partire per Genova, destinazione Costa Crociere, con l'impegno di organizzare la Scuola Calcio sulla … nave !". "Cheee??" E di li mare, calcio, Turchia, Grecia e una piacevole città sulla nave ...
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